dolci sardi
 

I dolci più buoni della Sardegna da nord a sud

I dolci sardi: un patrimonio di sapori unici

La Sardegna è un’isola di antiche tradizioni con un patrimonio dolciario che racconta la sua antica storia e identità: un mondo fatto di sapori unici e antichi rituali, dove ogni dolce è un’opera d’arte che racchiude secoli di cultura e passione. Ogni zona della Sardegna ha sue peculiarità che si basano sui prodotti che la generosa terra produce. Nel cuore dell’isola i dolci sardi regalano fragranze intense della macchia mediterranea, con ingredienti che richiamano il profumo di terre ancora incontaminate. Sulle coste i sapori presentano invece aromi di influenza araba, frutto dei secoli di scambi culturali e commerciali provenienti dai mari.

L'importanza della tradizione nella pasticceria sarda

Tutti i dolci sardi nascono perché legati a momenti particolari dell’anno o a celebrazioni di diverso genere. In primavera i dolci legati alla Pasqua con la ricotta ed il miele, in autunno durante la vendemmia si produce la rara e preziosa ‘sapa’: si tratta del mosto del vino cotto che diventa una base dal sapore intenso e corposo, perfetto per esaltare biscotti con uva passa e frutta secca ma anche torte più leggere e flan di latte.

Ingredienti tipici utilizzati nei dolci sardi

Ciò che rende unici i dolci tipici sardi è l’utilizzo di ingredienti semplici e naturali lavorati dalle calme e sapienti mani delle donne sarde. Miele, latte, ricotta, formaggi, mandorle, noci, confetture, sapa, scorza di agrumi e spezie si combinano in una perfetta armonia di sapori. Le lavorazioni artigianali, tramandate di generazione in generazione, trasformano queste preziose materie prime in piccoli capolavori, unici per gusto ed estetica.

I 10 dolci sardi più richiesti e amati

Tutti i dolci sardi sono amati ed apprezzati, ognuno per diverse caratteristiche. Certamente tra i più noti ci sono le gli amaretti, le pardulas -alla ricotta o al formaggio acidulo-, le seadas, i gueffus, i papassini e le classiche ciambellinas. Un posto a parte merita il torrone, che secondo la tradizione è una vera e propria filosofia di qualità: si utilizza esclusivamente albume in piccole quantità di uova freschissime, miele di qualità delle migliori produzioni e noci, nocciole e mandorle di qualità superiore.

Sebadas: un connubio perfetto di miele e formaggio

Le sebadas sono un dolce piatto tipico della Sardegna; l’etimologia del nome richiama il termine ‘sebi’, cioè lucido, per via della brillantezza e della lucidità che il miele conferisce una volta condita e anche per l’uso dello strutto nella preparazione della pasta. Questo delicato e semplice impasto a base di semola rimacinata di grano duro e strutto, farcito con formaggio ovino acido, scorza di limone o arancia, viene fritto e guarnito con del delicato miele  -di solito quello di corbezzolo oppure di castagno, entrambi amarognoli e poco dolci- o dello zucchero in granella. Originario piatto preparato nel periodo pasquale nella zona tra l’Ogliastra e la Gallura è oggi diventato un dolce apprezzatissimo e consumato in tutta la Sardegna e nel mondo. In passato le sebadas erano consumate come piatto unico, di tradizione povera, diffuso tra i pastori e le famiglie che vivevano di pastorizia ed avevano abbondante disponibilità di materie prime, dal latte delle pecore al grasso del maiale. Nel Satyricon di Petronio è descritta una pietanza che Trimalcione offre dopo un funerale: questa richiama gli ingredienti base delle sebadas, farina  e formaggio intriso di miele. Il Premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda descrive questi deliziosi dischi fritti dorati come “piccole schiacciate di pasta e formaggio fresco passato al fuoco. Vengono fritte”. Da mangiare caldissime queste nobili ed antiche fritture della tradizione sarda sono ottime anche per la loro funzione digestiva data dall’acidità del formaggio.

Papassinas o papassini

Chi è stato almeno una volta in Sardegna li avrà assaggiati in qualsiasi trattoria, ristorante o festa paesana. Questi dolcetti tradizionali dell’isola dalla forma a losanga -piccoli aquiloni!- sono ricoperti con una delicata glassa bianca aromatizzata al limone e guarniti con colorate codette di zucchero che li rende anche gioiosi alla vista. Il loro nome deriva da ‘papassa’, ovvero uva passa, ingredienti principale che arricchisce un delicato impasto di frolla insieme alle aromatiche mandorle e noci. I papassini si preparavano tradizionalmente per la festa di Ognissanti ma ormai si trovano tutto l’anno e deliziano le estati di chi viene sull'isola per trascorrere le vacanze. Da gustare con un ottimo Moscato di Sardegna o una dolce Malvasia di Bosa.

Gattò alle mandorle

Nel dialetto sardo il nome francese subisce una storpiatura e diventa ‘gattò de mendula’, ovvero gateau di mandorla. Nell'isola questo dolce ha una tradizione molto antica e nel corso del tempo sono nate anche diverse varianti che differiscono per l'utilizzo di alcuni ingredienti. La caratteristica principale è certamente la deliziosa croccantezza. Con tre ingredienti semplicissimi -mandorle, zucchero o miele, scorza di miele freschissimo- si realizza una ‘tavoletta’ sottile che viene tagliata a piccoli quadrati pronti per la degustazione. Il gateau veniva tradizionalmente preparato in occasione di cerimonie particolari come matrimoni, battesimi ed atri eventi religiosi, anche perché si poteva preparare con largo anticipo e conservare in scatole di latta. Molte donne aggiungevano per la conservazione delle foglie di alloro per conferire un aroma delicato e gradevole anche al naso.

Formaggelle: un'esplosione di semplicità e gusto

Le formaggelle -pardulas in Sardo- sono dei piccoli e deliziosi ‘cestinetti’ dolci a ripieni di ricotta che un tempo venivano preparate nelle occasioni di festa, in particolare a Pasqua, ma oggi possono essere gustate in qualsiasi periodo dell’anno. Una versione molto diffusa dello stesso dolce prevede che al posto della ricotta sia utilizzato del formaggio freschissimo, di solito un pecorino di pochi giorni, da qui il nome formaggelle o casadinas, dato che ‘casu’ in sardo significa formaggio. Il segreto delle buone pardule è un’ottima ricotta fresca, saporita e asciutta. Più la ricotta è asciutta meno farina si aggiunge al ripieno,  più la farcia è gustosa e profumata. I cestinetti delle pardulas prevedono l’utilizzo di strutto che viene anche sostituito con il burro. Il profumo della scorza d’arancia o di limone danno a questi semplici dolcetti una delicatezza indimenticabile al palato.

S’aranzada nugoresa

L'Aranzada è un dolce tipico dell’entroterra nuorese, in particolare dei comuni di Dorgali ed Orgosolo. Questo dolce è stato inventato dal famoso pasticcere Battista Guiso, il quale fondò nel 1886 l’Antica Fabbrica del Dolce Sardo riuscendo a commercializzare questo dolce in tutta Italia ed in Europa. Dolce di una delicatezza e semplicità rare è preparato artigianalmente con dei sottili fili di scorza di arancia lasciati a cuocere dolcemente nel miele, impreziositi con dei deliziosi bastoncini di mandorle. Questo dolce, immancabile durante qualsiasi festa sarda, ed ambasciatore della raffinata semplicità dell'arte dolciaria sarda, è addirittura riconosciuto dal  Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Sardegna. Si tratta di un dolce semplicissimo da fare con lentezza e pazienza: le scorze delle arance devono riposare in acqua per più giorni, solo dopo si procede alla caramellizzazione ed all'aggiunta delle mandorle.

I savoiardi: il biscotto sardo per eccellenza

I Savoiardi sardi sono conosciuti anche come Savoiardi di Fonni o Biscotti di Fonni, dal nome del paese in cui sarebbero nati, in provincia di Nuoro.  In questo paese a 1.000 metri d'altitudine non si conosce la parola inquinamento e le materie prime sono di qualità indiscussa. Questi grandi, saporiti e fragranti biscotti sono soffici ed irresistibili: possono essere gustati in ogni momento della giornata, dalla colazione inzuppati nel latte alla merenda con un ottimo the. Solo uova, farina e zucchero per una unica e leggera ricetta: sono perfetti anche come base per la preparazione di dolci come il tiramisù!

Torrone di Tonara: il re delle feste

Tonara è un delizioso e suggestivo paese nella Barbagia, nel cuore della Sardegna: 1000 metri d’altezza, grandi boschi, aria salubre, tante sorgenti fresche e purissime. Qui il torrone di Tonara viene fatto da secoli: questo paese è la patria del torrone sardo più rinomato. Fino agli anni sessanta gli artigiani ‘turronargios’ lavoravano in casa piccole quantità di prodotto, secondo le tecniche tradizionali. Loro stessi vendevano il torrone in tutta l’isola in occasione delle feste paesane. È in questo contesto che Salvatore Pruneddu fonda nel 1963 il primo torronificio sardo con macchine elettriche: tre moderne torroniere e due tostatori elettrici. Non esiste una festa in Sardegna senza i banconai artigianali -venditori di dolci-  che tagliano con forza e decisione il torrone sardo. Vederli offrire il loro prodotto è sempre uno spettacolo, assaggiarlo dalle loro mani un’esperienza indimenticabile.

Pirichittus: i dolcetti glassati della Sardegna

Questi semplici dolci golosi a base di farina, uova e zucchero sono tipici del cagliaritano e del Campidano, ma diffusi in tutta l’isola. Ne esistono diverse versioni:  la versione di pasta ‘piena’ e quella di pasta vuota all’interno, che prendono il nome di ‘pirichittus ‘e entu’, cioè pirichittus di vento. Entrambe le versioni sono glassate con una deliziosa glassa al limone. L’origine del loro nome potrebbe risalire ai tempi della dominazione spagnola dell’isola ed in particolare dai ‘periquillos’, dolci spagnoli tondi, fritti e zuccherati esternamente.

Culurgiones dolci

La Sardegna ha una tradizione molto ricca e variegata di dolci fritti carnascialeschi! Questa tradizione è legata al fatto che nei primi mesi dell’anno si macellavano i maiali, quindi abbondava lo strutto, materia prima ottima per fare dei fritti molto leggeri ed asciutti. I culurgiones dolci sono raviolini fritti ripieni di pasta di mandorle o ricotta aromatizzata all’arancia vi riporteranno indietro nel tempo... Qui nessun ingrediente prevale sull'altro e non sembrano neanche fritti talmente la pasta è leggera e delicata. Queste ‘nuvolette’ -variante dolce dei famosissimi culurgiones- dopo fritti possono essere cosparsi di zucchero a velo o di miele e scorza di arancia grattugiata. Al contrario di quelli salati, che si chiudono a spiga e necessitano di una certa abilità, questi si chiudono come dei panzerotti. Buoni freddi, deliziosi appena fritti!

Amaretti alle mandorle

Gli amaretti alle mandorle sardi -composti solamente da mandorle, zucchero e albumi- sono un dolce tipico di diverse zone della Sardegna, caratterizzato dall'utilizzo anche delle mandorle amare, ecco perché portano questo nome! Croccante all'esterno ma con un cuore soffice all'interno, è un dolce tradizionale da preparare anche in casa. La consistenza morbida e il profumo di mandorle e limone, li rende una piacevole sfiziosità sempre molto apprezzata. Per rispettare la tradizione per la ricetta degli amaretti sardi è fondamentale scegliere ingredienti di qualità: le mandorle devono essere dolci e fresche, alcune mandorle amare vengono poi aggiunte per dare un tocco intenso di sapore e contrasto. Gli amaretti sardi sono perfetti da servire a fine pasto, accompagnati da un vino passito fresco.

Dove gustare i migliori dolci tipici sardi

Oltre che nelle pasticcerie, bar e ristoranti locali i migliori dolci sardi si possono assaggiare nelle loro ricette più tradizionali durante le sagre che tutto l’anno tengono l’isola in festa. Anche gli agriturismi offrono spesso dolci fatti in casa, accompagnati coi tipici vini dolci sardi come il Moscato.