diario di cucina

Caponata al forno

Questa squisita ricetta siciliana, sana e leggera, è ottima come contorno ma anche per condire il risotto, la pasta, il cous cous. Il segreto è molto semplice: dobbiamo scegliere prodotti freschi e genuini.

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone: 2 peperoni, 2 melanzane viola, 2 cipolle rosse, 3 coste di sedano, un barattolo di pomodori datterini Casar, 50 g di olive verdi, 50 g di olive nere, due cucchiai di capperi, un cucchiaino di zucchero, olio extravergine di oliva, aceto bianco, sale e pepe.

Indicazioni

Preparazione: Lavate con cura le verdure e adagiatele su uno strofinaccio di cotone per asciugarle. Iniziate quindi con i peperoni: tagliateli a metà, eliminate i semi ed i filamenti e quindi ricavate delle listarelle larghe quanto un dito. Poi tagliate i pomodori a cubetti, salateli leggermente e lasciateli in uno scolapasta dentro il lavandino per una ventina di di minuti in modo che perdano un po’ d’acqua. Fate la stessa cosa con le melanzane. Con un pelapatate eliminate i filamenti più duri del sedano e tagliatelo a pezzi sottili nella parte più piccola e non in lunghezza. Sbucciate le cipolle e tagliatele a fettine non troppo sottili. In una padella antiaderente larga, bassa e capiente mettete due dita abbondanti di olio d’oliva. Fate imbiondire le cipolle e appena dorate mettetele su una teglia da forno capiente che avrete unto con dell’olio. Aggiungete ora tutte le altre verdure a pezzetti, i capperi e le olive denocciolate; condite a vostro gusto con pepe e sale e mescolate con delicatezza con un cucchiaio di legno. Infornate la caponata a 180° e fate cuocere per circa 50 minuti. Se vi sembra che la preparazione sia troppo asciutta aggiungete un cucchiaio di brodo vegetale caldo o di acqua calda. Sfornate ed insaporite: sciogliete lo zucchero nell’aceto, girate per bene e servite con delle foglioline di menta fresca. Perché si chiama caponata? Pare perché richiama il capone, nome che in certe zone siciliane indica la lampuga, pesce pregiato che veniva servito all’aristocrazia condito con una salsa agrodolce di verdure miste. Chi non si poteva permettere la lampuga lo sostituiva con le melanzane, sempre accompagnate con la stessa gustosa salsa.