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Cannonau, il vino più antico del Mediterraneo

Il Cannonau, uno dei simboli della cultura enogastronomica della Sardegna, è il vino più antico del bacino del Mediterraneo
I primi ritrovamenti di vinaccioli di questa preziosa vite furono ritrovati in Sardegna nel 1200 a. C.; è risaputo che i nuragici praticassero la coltivazione della vite e producessero questo dolcissimo vino, oggi conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
Nel 1612 il Francescano Giorgio Aleo parlando della Sardegna nominò i “vini Cañonates”; sicuramente più conosciuta la definizione di ‘nettare’ che ne fece Gabriele D’Annunzio dopo averlo assaggiato ad Oliena.
Questo millenario rosso corposo, vellutato e dolce, è per eccellenza e tradizione -grazie alla ricca presenza dei suoi omonimi vigneti- il primo vino sardo: invecchiato dai due ai sei anni è lo sposo perfetto per accompagnare i sapori decisi ed indimenticabili della cucina sarda: maialetto, pecora, capretto, cinghiale, brasati, selvaggina, formaggi stagionati, salumi speziati e conditi con i profumi del sottobosco mediterraneo.
Ma non solo di gusto si parla, infatti il cannonau è anche alla base della rinomata longevità dei Sardi in quanto contiene il triplo degli anti ossidanti normalmente contenuti in vini similari, garantendo quindi ottimi effetti sul sistema cardiovascolare.
Ogliastra, Nuorese, Barbagia, Mandrolisai: qui la dolce bacca nera è più abbondante; la Denominazione di Origine Controllata identifica la maggior parte di questo prezioso prodotto destinata come vino da pasto, nonostante sia ottimo anche come vino da cucina.
La sua gradazione elevata tra i 14 ed i 16 gradi, il colore rosso rubino acceso, il profumo gradevole di uva e frutti rossi lo rendono riconoscibile ed unico col suo sapore che va dal secco al sapido ed al caldo, sempre armonico. Vino abbastanza economico nonostante la sua qualità si trova sul mercato in diverse varianti: Rosato, Riserva, Liquoroso secco, Liquoroso dolce, Liquoroso dolce Riserva (quest’ultimo assai pregiato, con invecchiamento di almeno sei mesi in botte di rovere o castagno e minimo due anni di cui almeno sei mesi in botte).
Imperdibile a Jerzu all’inizio di Agosto la Sagra del vino, rievocazione gioiosa dell’antico rito della raccolta dell’uva, della produzione del vino e del suo consumo libero e liberatorio. Il meraviglioso percorso agrituristico merita almeno due giorni di totale relax nel cuore della Sardegna centro orientale, tra magie, tradizioni e folklore.

Foto (sardegnaturismo.it)